Esperienze di Libera Professione

A metà circa della mia vita professionale, dopo un’esperienza di lavoro come dipendente di un servizio pubblico, ho iniziato a pensare alla possibilità di una scelta di libera professione , a come e perchè “mettersi in proprio” come professionista d’area sociale. Prefiguravo uno spazio possibile di libertà professionale e l’assunzione in proprio di un rischio d’impresa come di un nuovo modo di lavorare, oltre e al di là dei consueti schemi di riferimento. Il tema era, in quel momento e all’interno della professione, un tabù, una sorta di divieto culturale e professionale: circa venti anni fa, quando ho cominciato la mia esperienza di libera professione, nessuno in Italia aveva fatto questa esperienza né la libera professione era pensata e pensabile. “Illegale”, “Non è possibile” , “non è permessa !” sono alcuni dei commenti di colleghi, amici, altri assistenti sociali; ma, e contemporaneamente, commercialisti,avvocati, esperti giuridici, si stupivano delle domande ingenue che chiedevano solo :”Si puo’?”

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